Quando fissa le direttrici per lo studio sistematico della battaglia dell'auto, nel marzo del 1980, Arrigo Cervetto ne sottolinea l' «esemplarità». Il settore è rilevante sul piano quantitativo, coinvolge milioni di addetti, «la popolarità dei suoi protagonisti» fa sì che ne siano conosciuti marche e modelli. Per questo quella battaglia si presta alla popolarizzazione di alcuni concetti cardine della scienza marxista. È il primo grande esempio della crisi di ristrutturazione degli anni Settanta, mostra lo svolgersi concreto della contesa imperialista:
«Lo scontro tra le potenze imperialiste, che vediamo nei suoi riflessi politici e che sintetizziamo nella dinamica dei PNL e dei prodotti industriali, in realtà si concretizza in una infinità di scontri tra imprese.»
Ciò vale per tutte le forme della contesa, dove guerra industriale e guerra guerreggiata s'intrecciano e si passano il testimone. Basti l'osservazione conclusiva nell'ultimo articolo raccolto in questo volume, a bilancio provvisorio del combattimento che ha coagulato il nuovo gigante Daimler-Chrysler-Mitsubishi. Chrysler, Ford e General Motors nella Seconda guerra mondiale armavano gli Stati Uniti, Daimler Benz la Germania e Mitsubishi il Giappone.
Le parti in gioco sono ancora le stesse, «gli sconfitti di ieri mettono gli americani sotto assedio».
Se tale è stata la guerra dell'auto lungo il secolo, in un confronto che ha chiamato in causa Stati, governi ed eserciti, si comprende come la sua «esemplarità» si rispecchi in tutte le sfaccettature della vita sociale. È così per la sovrastruttura politica come per la psicologia sociale dei suoi protagonisti, dal “management scientifico” della cultura americana, all'attenzione al gusto e alla moda dell'inventiva francese; si tratti di analizzare «la lotta per i mercati dell'opulenza» oppure il confronto sulla prima motorizzazione nelle potenze emergenti. In questo volume è raccolto un percorso d'analisi che ha occupato più di un ventennio. Com'è palese dal ritmo serrato della contesa, è uno scavo scientifico destinato a non interrompersi.