Karl Marx - Friedrich Engels
MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA

Nel centocinquantesimo anniversario il «Manifesto» è stato celebrato dalle diverse scuole borghesi come un monumento di un'utopia rifiutata dalla storia e come una magistrale anticipazione della "globalizzazione". La scuola marxista, la nostra scuola, ha sempre considerato il «Manifesto» una sintesi ineguagliabile di strategia scientifica, anticipatrice del movimento reale della moderna classe rivoluzionaria, classe internazionale come il modo di produzione che l'ha prodotta. La diffusione su scala mondiale del «Manifesto» è una dimostrazione di questo assunto.

La Rivoluzione d'Ottobre avviò un ulteriore periodo di diffusione del «Manifesto» nel mondo. L'insegnamento del «Manifesto» fu contrastato e snaturato dalla controrivoluzione staliniana e socialdemocratica, dalla repressione nazista e fascista.

Friedrich Engels, nella prefazione polacca del 1892, sostiene che la diffusione del «Manifesto» può essere considerata, «per così dire», un indice dello sviluppo della grande industria. «A misura che in un determinato paese si estende la grande industria, cresce anche tra gli operai di quello stesso paese il desiderio di chiarezza sulla loro posizione come classe operaia di fronte alle classi possidenti, si estende tra loro il movimento socialista e aumenta la richiesta del "Manifesto".»

Il capitale crea incessantemente nuova grande industria. Da essa trae la maggior parte della sua linfa, con essa mantiene enormi apparati statali, paga milioni di "rentiers" parassiti, corrompe strati salariati. Dopo ogni crisi, dopo ogni distruzione, nuove energie vengono messe all'opera, nuove leve di operai vengono impiegate, concentrate, accomunate dai medesimi interessi, sia nelle vecchie metropoli sia in quelle nuove, che oggi pulsano in quasi tutti gli angoli del mondo. Il «Manifesto» risponde al desiderio delle nuove generazioni di raggiungere la «chiarezza sulla loro posizione» e le avvicina al comunismo scientifico.

Il testo tedesco, presentato a fronte dell'italiano, è quello della prima edizione del 1848, reso nell'ortografia moderna.

Completano i testi tutte le prefazioni redatte da Marx ed Engels per sette edizioni pubblicate in diversi paesi tra il 1872 e il 1893, in una nuova traduzione.

L'appendice comprende schede che documentano la diffusione del «Manifesto» nei trentaquattro paesi del mondo nei quali fu pubblicato dal 1848 al 1918 e illustrano le vicende legate alle varie edizioni. Le schede sono corredate di 140 sintetiche notizie biografiche relative alle persone — traduttori, editori, tipografi o diffusori, in maggioranza militanti del movimento operaio — che realizzarono queste pubblicazioni.

1998, 576 pagine, rilegato; 79 illustrazioni, cronologia, biografie, indice dei nomi
ISBN 88-86176-27-9
€ 10,00
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