OGNI OPERA NATA NELLA LOTTA NON PUÒ VIVERE CHE NELLA LOTTA

«Noi lo sappiamo, scriveva Cervetto, ogni opera nata nella lotta non può vivere che nella lotta».

Questa non era solo la miglior definizione di un'opera come l'Antidühring, era anche una indicazione di lavoro nel delicato campo della lotta teorica. Una indicazione di lavoro a cui la nostra casa editrice è rimasta e rimarrà fedele. Non potrebbe esser diversamente; la nostra scuola marxista concepisce il lavoro teorico come lavoro per la lotta rivoluzionaria. La teoria rivoluzionaria è tale se è linfa vitale per il movimento rivoluzionario.

L'attività editoriale che presentiamo accompagna il lettore lungo il decorso secolare dell'imperialismo unitario.

La natura dell'imperialismo, la formazione economico-sociale della nostra epoca, ha mostrato tutta la sua dirompente violenza distruttrice con il parto di ben due guerre mondiali e centinaia di guerre locali. Ha prodotto miriadi di ideologie, recuperando tutto il bagaglio del passato, trasformandolo, rinnovandolo. Ha utilizzato ogni intelligenza disponibile e ogni mente corruttibile.

Le ideologie risorgimentali del 1848 europeo sono diventate miti del nazionalismo imperialista nelle trincee della Prima Guerra mondiale, il riformismo del primo movimento operaio è stato trasformato nel socialimperialismo e, in un degrado senza fine, è mutato in vessillo dello statalismo imperialista. In questa veste abbiamo visto le versioni socialdemocratica, fascista e nazionalsocialista della controrivoluzione. La rivoluzione d'Ottobre e il leninismo sono stati trasformati in una icona dell'imperialismo russo e, a Parigi e Roma, in una ideologia a sostegno dei grandi gruppi del capitalismo di Stato nel ventennio del secondo dopoguerra.

Il ciclo del liberismo imperialista, la cesura del 1989 con il crollo dell'URSS, la riunificazione della Germania hanno caratterizzato la nuova fase politica dell'instabile mondo multipolare. Un appuntamento annunciato da decenni per chi come noi, con i pochi mezzi a disposizione negli anni Cinquanta e Sessanta, ne scopriva le tracce e le seguiva instancabile, nella notte oscura delle ideologie del mondo bipolare.

Rimanere fedeli al metodo di analisi scoperto da Marx, utilizzato da Lenin nel suo studio sull'imperialismo, avere la capacità e il coraggio teorico di restaurarlo, come fece Cervetto, dava alla moderna classe rivoluzionaria la possibilità di avere una sua strategia. Così la sua avanguardia poteva irrobustirsi, avere vita propria nelle metropoli dell'imperialismo, dove si accumulano violenza e opulenza, corruzione sociale e falsa coscienza.

In questa lotta e in questo contesto sociale la nostra casa editrice si è sviluppata, ha accompagnato le tappe della realizzazione del nostro compito inedito, radicare nella metropoli imperialista un partito leninista.

Mentre l'Europa si dotava dell'euro, la Cina passava il Rubicone. Entrava nel WTO, diveniva manifattura del mondo, in una parola emergeva come potenza imperialista. In questa corsa altri campioni erano e sono in competizione: l'India rincorre, la Russia vuole recuperare il terreno perduto, il Giappone arranca, il Brasile si mette in lista.

La febbre del Golfo aveva riscaldato le acque del mondo multipolare, nel 1990, con la "mezza guerra"; «la contesa mondiale è sbarcata sul Tigri e l'Eufrate» scriveva Cervetto.

A distanza di un decennio la nuova crisi del Golfo marca una fase di "definizione" tra le grandi potenze. Illumina una pagina sempre oscurata nella storia delle ideologie dell'imperialismo di questi ultimi decenni. L'imperialismo europeo rivendica, nel quadro dell'alleanza con gli USA, "la sua autonomia strategica", gli USA temono e sono pronti a reagire di fronte a una Europa libera di muoversi tra America, Russia e Asia. La crescita in potenza dell'imperialismo europeo aggiunge nei piatti della bilancia dell'imperialismo unitario la possibilità che onde anomale attraversino l'Atlantico.

Siamo di fronte ai tempi della nuova definizione nei rapporti tra le potenze, per noi un appuntamento ineludibile, parte integrante della natura dell'imperialismo. Tutte le ideologie sono destinate a rimescolarsi, rinnovarsi, adeguarsi alla nuova fase storica. Avranno spartiti inediti; pace, guerra, democrazia, religione, cultura, tradizione: niente sarà trascurato per celare, in questa nuova fase di lotta tra le potenze, la natura violenta e reazionaria dell'imperialismo. Si preparano a sbranarsi per una nuova spartizione del mondo, per nuove sfere di influenza, per le rispettive sovranità nel dichiarare guerra o proclamare la pace.

All'orizzonte si intravede uno sventolio di bandiere: l'Europa pacifica e benigna, gli USA democratici e libertari, la Cina maoista e populista e via via tutti gli altri briganti.

Per noi si apre un nuovo «momento di lotta che prepara le battaglie di domani contro l'imperialismo e contro il suo opportunismo».

La nostra casa editrice è attrezzata al compito, vuole essere e deve essere all'altezza dei tempi: è nata nella lotta e solo nella lotta può vivere e vive.

Il nostro catalogo lo dimostra: le collane "Testi", "Classici", "Analisi", "Ricerche" e "Documenti" – alle quali abbiamo aggiunto di recente la "Biblioteca giovani" – guidano il lettore alla scoperta del monte Bianco di fatti concreti dell'imperialismo, permettono di approfondire la conoscenza della teoria rivoluzionaria della nostra epoca, offrono esempi indelebili di militanza internazionalista.

Dalla teoria rivoluzionaria sorge e si alimenta quotidianamente l'esigenza di organizzare una lotta comunista, internazionalista.