Nella polemica di fine Ottocento con i populisti Lenin si trova di fronte a questa obiezione: «In quale opera Marx ha esposto la sua concezione materialistica della storia?». Lenin ribatte che la concezione materialistica della storia è già tutta nel Capitale. Il punto di vista dell’accademico e quello del comunista non possono collimare: tutta la letteratura marxista non è che un’arma della lotta rivoluzionaria. Il «catalogo» delle opere marxiste non è dettato dall’enciclopedia, ma dal succedersi della battaglie politiche che hanno «commissionato» la loro stesura. Formalmente l’accademico russo ha ragione: non esiste un trattato marxista di filosofia della storia. Esiste però la concezione radicalmente nuova dello «sviluppo della formazione economico-sociale come processo di storia naturale», ed esistono gli ampliamenti, le precisazioni, le applicazioni di questa idea che le scadenze della lotta politica rivoluzionaria hanno reso via via necessarie.
La presente antologia propone alcuni momenti di tale riflessione e obbedisce alla stessa logica rivoluzionaria. Non mira a una generica divulgazione, pur meritoria, di una delle vette teoriche del pensiero umano, né ovviamente raccoglie tutta l’elaborazione marxista al riguardo. Vuole fornire, come è nelle ambizioni di tutta la Biblioteca giovani di cui fa parte, uno strumento di studio per chi, specialmente giovane, è impegnato nella lotta per il comunismo. Il testo centrale è costituito dalla prima parte dell’Ideologia tedesca, scritta da Marx ed Engels con lo scopo di «veder chiaro in noi stessi» e perciò abbandonata «volentieri» alla «rodente critica dei topi» quando difficoltà pratiche ne impediscono la pubblicazione. Segue la Prefazione del 1859 all’opera Per la critica dell’economia politica che può essere considerata la prima stesura del Capitale. Completano il volume alcune lettere con cui Marx ed Engels precisano e chiariscono la loro scoperta, rispondendo così anticipatamente agli equivoci o alle interessate deformazioni che riducono il materialismo storico ad un meccanicismo dove nulla conta al di fuori dell’economia. Come “lettura” viene proposta parte di un capitolo della Difficile questione dei tempi di Arrigo Cervetto. In esso si spiega perché una conquista scientifica come la concezione materialistica della storia, preparata dalle battaglie teoriche della borghesia rivoluzionaria, possa esistere oggi solo in quanto scienza della rivoluzione comunista.