Restaurare la scienza marxista dello Stato dopo due guerre mondiali imperialiste era impresa più che ardua. Non solo perché ogni traccia della tradizione leninista era pressoché scomparsa, ma anche perché la democrazia aveva vinto su scala mondiale. È questa la dimensione, come spiegò Cervetto, in cui il miglior involucro aveva imposto il suo primato sul terreno economico, militare, politico e ideologico.
Oggi una nuova generazione di rivoluzionari si sta formando e si formerà nel ciclo di lotte politiche prodotte dall'emersione di Stati imperialistici di dimensioni continentali: irrompono i giganti dell'Asia, e il nemico in casa nostra ha assunto la dimensione dell'imperialismo europeo. La linea europeista dei grandi gruppi industriali e finanziari del Vecchio Continente, il loro procedere verso il tentativo di realizzare la centralizzazione europea del potere politico, è espressione del pluralismo di volontà continentali. Pluralismo che si esprime e si esprimerà tramite involucri politici multiformi, che partorirà uno spettro di ideologie riflesso delle stratificazioni sociali continentali, ideologie con una capacità, una potenza di penetrazione nelle coscienze misurabile solo nella nuova scala di un imperialismo continentale. Ma tutte saranno accomunate da uno specifico carattere dominante: essere organiche all'imperialismo europeo. Questa organicità è e sarà il tratto comune del pluralismo delle ideologie partorite dal ventre fertile dell'imperialismo europeo. Una nuova e complessa sfida è dinanzi alla militanza rivoluzionaria; le solide basi della teoria marxista dello Stato sono i sicuri strumenti per affrontarla.