Sono trascorsi venticinque anni dalla morte di Bruno Fortichiari. Militante rivoluzionario e dirigente del movimento operaio, egli ha attraversato tutto il secolo "lungo" delle prime guerre imperialistiche e della prima grande rivoluzione proletaria. Giovanissimo attivista socialista nel 1908, Fortichiari è stato segretario della sezione e poi della federazione del PSI a Milano dal 1913, fra i promotori della Frazione comunista nel 1920, uno dei fondatori del PCd'I sezione dell'Internazionale comunista nel 1921, membro del Comitato esecutivo di questo partito e responsabile del suo Ufficio Illegale nella lotta contro l'avanzata del fascismo fino al 1925.
Dopo la morte di Lenin, Fortichiari si schierò con la "sinistra" contro il "tatticismo" che prendeva il sopravvento nella direzione dell'Internazionale e delle sue sezioni, intuendo che esso avrebbe facilitato la sconfitta dei comunisti e la vittoria della controrivoluzione staliniana, trasformando in pochi anni l'Internazionale stessa in uno strumento dell'imperialismo e dello Stato russo.
Sconfitta la "sinistra", per questa sua battaglia Fortichiari fu vittima politica della reazione. Vennero allora gli anni bui, il confino dei fascisti, l'espulsione dal partito russo, le tragedie della guerra imperialistica. Dopo gli scioperi del 1943-1944 e l'insurrezione del 1945 egli tentava di riallacciare un legame con la "base comunista", chiedeva di essere riammesso e rientrava nel PCI, dove finiva ad occuparsi delle cooperative di Milano. Ben presto comprendeva che non vi era nulla da fare.
La nuova occasione gli era data dalle prime scosse al "falso socialismo", con le rivolte in Germania Est in Polonia, in Ungheria e con la nascita in Italia del "Movimento della Sinistra Comunista" a metà degli anni Cinquanta. Erano dieci anni di battaglie nel segno della tradizione internazionalista, alla direzione del periodico "Azione Comunista", cui si aggiungeranno, poi, ancora dieci anni, prima della morte, a fianco di Lotta Comunista.
Pensiamo che questo volume possa rappresentare, oggi a venticinque anni dalla sua scomparsa, il nostro omaggio al combattente di tante battaglie.