È passato mezzo secolo da quando gli operai di Varsavia e di Budapest scesero in piazza contro l'imperialismo russo. Il monte di menzogne costruito dai maestri del falso socialismo, del socialismo nazionale, fu scosso a Mosca e tremò nelle capitali della vecchia Europa, a Parigi e a Roma, dove partiti stalinisti controllavano il proletariato. Tremò l'involucro politico della spartizione dell'Europa sancita a Jalta dalle potenze vincitrici della guerra mondiale imperialistica.
È doveroso ricordare la rivolta dal tratto marcatamente operaio del 1956.
Il sacrificio di quel giovane proletariato, schiacciato dai carri armati dell'imperialismo russo in alleanza con Washington, fu un momento essenziale. Nelle avanguardie del proletariato l'internazionalismo tornò all'ordine del giorno e si impose come elemento essenziale la lotta senza quartiere teorica, politica, organizzativa ai partiti stalinisti, principale forma politica del controllo della classe dominante sulla classe sfruttata.
Cervetto, nel 1956, di fronte a uno dei momenti più duri della lotta per la ripresa del lavoro rivoluzionario nella metropoli europea, avverte che sono i fatti a permettere al proletariato cosciente di fare la storia, i fatti dei giorni che valgono anni. La società imperialistica, dopo due guerre mondiali che hanno segnato il secolo scorso, cammina a passi da gigante verso quei «giorni» in cui si concentra ciò che, per decenni, l'ideologia della classe dominante ha giudicato «impossibile e forse impensabile». Qui la nostra riflessione ci porta ai princìpi del comunismo scoperti da Marx ed Engels. Nel 1846 scrivevano: «Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà deve conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che cambia lo stato di cose presente...»
Lo «stato di cose presente» nell'epoca dell'imperialismo nella quale viviamo e operiamo è la lotta per la spartizione del mondo tra le potenze dell'imperialismo. Oggi è la lotta per una nuova spartizione del mondo il cui motore sono i giganti emergenti dell'Asia. È scritto e dimostrato nella puntuale analisi che conduce Lotta Comunista: l'imperialismo europeo si costruisce le sovrastrutture di una potenza di stazza continentale, la Cina è la nuova potenza imperialistica emergente e l'India segue, gli USA devono contrastare gli effetti del loro declino relativo, la vecchia Russia si cura le ferite della sua implosione con il ricostituente del suo petrolio.