Guido La Barbera
LA CRISI DEL CAPITALISMO DI STATO
crollo di un falso socialismo 1989-1995

Yalta fu la cerniera del secolo. Nella prima metà del Novecento, due guerre mondiali divisero l'Europa a vantaggio dell'America e sovraestesero l'impero russo sino a Berlino. Nella seconda metà, il declino delle due superpotenze, l'irruzione dell'Asia e la reazione americana al riemergere della Germania e del Giappone hanno portato Mosca all'implosione e il Vecchio Continente all'unificazione, prima nel suo motore tedesco e poi nel suo potere monetario. L'Oriente ha scosso l'albero della contesa imperialista, generando nuove potenze, ma solo l'Europa, per ora, ne ha raccolto i frutti strategici. Sul fronte di classe, solo nel primo quarto di secolo il proletariato rivoluzionario riuscì, con l'assalto dell'Ottobre e la nascita della Terza Internazionale, a trarre vantaggio dalla crisi imperialistica. I successivi venticinque anni precipitarono quelle generazioni nella notte della controrivoluzione. Nella seconda metà del secolo, guerre asiatiche, crisi di ristrutturazione, crollo dell'URSS: sarà proprio il proletariato russo a pagare uno dei prezzi più alti nella «nuova spartizione», sacrificato prima sugli altari fasulli del falso socialismo staliniano e poi ricacciato indietro di decenni nelle sue condizioni di vita dalla crisi del capitalismo di Stato. Proprio definendo Yalta come assetto della spartizione nell'imperialismo unitario e denunciando la natura dell'URSS come capitalismo di Stato, il gruppo originario di «Lotta Comunista» iniziò a cavallo tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta il lento lavoro di ricostruzione dell'organizzazione rivoluzionaria, a partire dal restauro teorico e strategico della scienza marxista.

La debolezza relativa russa è la base economica oggettiva tanto per la «vera spartizione» sino al 1989 quanto per la «nuova spartizione» negli anni Novanta, essa motiva cioè tanto Yalta quanto la fine di Yalta. L'alleanza oggettiva tra USA e URSS conferiva a Mosca il supplemento di forza politica per tenere Varsavia, Berlino, Budapest e Praga sotto il suo tallone militare. Dagli anni Ottanta in poi, l'ingresso di nuove potenze alimenta la nuova contesa, alza la somma della potenza economica globale che deve rappresentarsi nell'insieme mondiale dei poteri politico-statali, spinge la potenza americana alla corsa per la superiorità militare. Ciò fa saltare l'intima sproporzione della vera spartizione, dove le forze economiche asimmetriche di Washington e Mosca si incarnavano solo in apparenza nella potenza politica simmetrica ed equivalente del bipolarismo.

La cronaca ragionata e l'analisi di quelle crisi e di quelle lotte politiche è riproposta in questo libro, raccolta di articoli con cui «Lotta Comunista» ha seguito mese dopo mese, dal 1989 al 1995, il crollo del falso socialismo. I capisaldi scientifici su cui quell'indagine è stata costruita, le sintesi del capitalismo di Stato, dell'imperialismo unitario, della vera spartizione, del processo di internazionalizzazione, che applicano e sviluppano la teoria marxista della politica e della lotta delle classi, sono il lascito di una elaborazione pluridecennale.

1999, 512 pagine, rilegato; 6 cartine fuori testo e 23 cartine nel testo; cronologia, elenco dei movimenti politici, indice dei nomi e profili biografici
ISBN 88-86176-29-5
€ 16,00
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