Ricostruzione e anni Sessanta. L'esperienza di una generazione uscita dalla guerra e dalla lotta partigiana di fronte alla trasformazione dell'economia italiana in senso industriale-finanziario e all'estendersi del «capitalismo di Stato», fenomeno che ha caratterizzato l'intero ciclo politico.
Siamo dunque agli esordi di quella democrazia che oggi molti hanno definito regime. Senza attendere le cronache giudiziarie degli anni Novanta, era delineato con precisione il rapporto tra correnti politiche parlamentari DC, PSI e PCI e crescente peso delle Partecipazioni statali, rapporto che numerosi commentatori odierni pongono alle origini della dilagante corruzione politica.
Alcuni titoli: "Riarmo in nome della pace" (1950); "La ricostruzione dei capitali", "La Resistenza prigioniera di Yalta" (1953); "Internazionalismo nelle lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea" (1954); "Il falso obbiettivo delle nazionalizzazioni" (1955); "La socialdemocratizzazione nelle urne", "Appunti per Giolitti" (1956); "Il capitalismo di Stato nelle tesi del PCI" (1957); "Il partito leninista si sviluppa con la strategia" (1963); "Riforme e riformismo" (1964).
Sono anni fondamentali, nei quali matura, nella teoria e nella pratica, l'esigenza del partito leninista come alternativa reale alle diverse correnti parlamentari collegate in vario modo ai grandi gruppi economici e finanziari del capitalismo italiano.