«Chi ignora in quale porto vuole andare, non trova mai il suo vento» sentenzia Seneca. L'ignaro navigante segue le sorti delle correnti marine sconosciute, approda in lidi inaspettati, si sforza nel vano intento di evitare le secche, dove fatalmente il suo zigzagare si arresta. Un'analoga fatica riassume il succedersi dei dieci anni di vicende sindacali che presentiamo nelle pagine di questo volume. Senza meta, disposta per tutti gli approdi, la burocrazia sindacale ha vagato sospinta dalle correnti di una crisi di ristrutturazione tanto sconosciuta quanto incompresa. Ogni volta ha trovato nelle secche del parlamentarismo la sirena pronta a decantare un'arida insenatura come il lido atteso delle moderne relazioni industriali. Abbiamo seguito questo peregrinare, le idee, i progetti, le fantasie dei suoi protagonisti, abbiamo studiato la loro natura e la qualità dello scafo che intendevano pilotare. Le pagine dei quotidiani sono state il teatro ove questo diario di bordo veniva portato all'attenzione del grande pubblico; le tribune congressuali, le riunioni degli organismi dirigenti, sino alle assemblee della base, hanno costituito il succedersi delle repliche.
Questo errare senza meta né principi doveva e poteva essere messo alla berlina, incalzandolo passo dopo passo, con la critica che l'analisi scientifica della crisi di ristrutturazione e del suo ritardato manifestarsi nella metropoli italiana permetteva. Un paziente, giornaliero lavoro collettivo fatto sulle più diverse fonti, su migliaia di dichiarazioni, ufficiali e non, dei maggiori campioni di questa specie di anfibi politici, ci ha permesso di seguirli quando improvvidi si credevano pesci, quando procedevano col passo impacciato del rospo o quando, presi da momentanea euforia, saltavano come rane sospinte. Nel procedere dei mesi e degli anni esce il quadro vivente di una burocrazia senza principi che inconsapevolmente urta contro le scogliere prodotte dal movimento profondo della lotta di classe la cui natura e consistenza solo la scienza marxista ha dimostrato di saper prevedere.