Il Golfo è il petrolio, ma il vero obiettivo di guerra per cui si combatte in Irak, anche a mezzo del greggio, è il tempo. Non la manciata di giorni o di settimane in cui cadranno o si consegneranno Bassora, Baghdad, Kirkuk o Mosul. La misura del tempo in questione è altra cosa, sono gli anni e i decenni della contesa tra le grandi potenze dell'imperialismo.
Washington si è persuasa che le tendenze in atto sul piano politico ed economico in futuro la sfavoriranno, dunque ha scelto di giocare d'anticipo sui tempi del suo relativo declino. Si tratta soprattutto di porre condizioni all'Europa e alla Cina, che stanno cambiando i grandi equilibri mondiali tra le potenze: l'Europa strutturando la sua forza politica, la Cina affermandosi come gigante industriale e traducendo sul piano politico-militare quella forza accresciuta. O gli Stati Uniti si muovono oggi cercando di condizionare il mutamento, si pensa a Washington, oppure domani quel mutamento lo dovranno subire, indirizzato dalla potenza moltiplicata e forse combinata di Cina ed Europa. Non c'è un'America in guerra e un fronte della pace che vi si oppone, ma una lotta complessa tra le grandi potenze dell'imperialismo.
Se i tempi sono misura della contesa, ciò mette alla prova anche la lotta internazionalista. Il concetto di ritardo storico del partito rivoluzionario poteva sembrare difficile da afferrare, e invece eccolo squadernato dal momento decisivo della crisi e della guerra. Il mercato capitalistico è mondiale, le classi sono mondiali, il gioco delle potenze imperialistiche è mondiale, una strategia rivoluzionaria può essere solo mondiale. La riflessione strategica guardando ai decenni sa affrontare le scelte per l'oggi, e saldarle ai princìpi. «Il nemico è in casa nostra!», fu il monito degli internazionalisti nel 1914. Fu anche il titolo del primo numero di «Lotta Comunista», quasi quarant'anni orsono, e non per caso. La leva politica dell'europeismo imperialista, oggi insediata nei parlamenti e nelle cancellerie, riempiva allora le piazze e faceva il suo apprendistato nell'antimperialismo a senso unico, contestando Washington, accodandosi a Mosca e preparandosi a servire l'Europa. Una posizione internazionalista va letteralmente ricostruita passo dopo passo, ma solo la chiarezza strategica legherà al marxismo una nuova generazione. L'opposizione alla guerra è inseparabile dalla lotta all'imperialismo europeo.