Arrigo Cervetto
FORZE E FORME DEL MUTAMENTO ITALIANO

Il termine "mutamento" è ricorrente nei cicli economici e nei cicli politici. È un termine che svolge una funzione ideologica e spesso in senso riformista. L'ideologia riformista propaganda l'idea del "cambiamento" e associa questa idea a quella di "progresso", per cui il cambiamento viene implicitamente inteso come miglioramento.

L'ascesa della borghesia rivoluzionaria ha convalidato lo schema secondo il quale la forza reazionaria si opponeva al cambiamento e questo era abbracciato dalla forza progressista. Nella fase imperialista questo schema non è più valido perché la linea generale del capitalismo è quella reazionaria e le correnti riformiste non svolgono più una funzione progressista. Le riforme sono riaggiustamenti del sistema imperialistico. Il mutamento è accrescimento o riorganizzazione delle forze produttive e le tradizionali correnti politiche conservatrici ed innovatrici diventano intercambiabili.

La società borghese è una società divisa in classi ed anche i più collaudati sofismi non possono trasformarla in una società armoniosa. Riconoscere l'esistenza del conflitto sociale è il minimo che possano fare le teorie sociologiche se vogliono accreditarsi. Costretta ad ammettere il conflitto sociale, la sociologia si illude sulla sua soluzione. Trapiantata in terra americana, dopo i tanti confronti in Europa, ha creduto di aver risposto alla teoria marxista della lotta inconciliabile di classe elevando a legge generale il mutamento sociale della dinamica società statunitense, dove l'assenza di stratificazioni feudali ha incrementato la mobilità economica. Fenomeni specifici sono stati arbitrariamente generalizzati dalla sociologia americana e assurti a prova di confutazione del marxismo, basti considerare la tesi del crogiolo etnico.

Malgrado le sue pretese, la sociologia ha funzionato più come ideologia del mutamento che come analisi, perché si è limitata ad una ricognizione empirica dei processi oggettivi.

Il marxismo non si è limitato a registrare il mutamento economico e sociale; si è dotato di strumenti di analisi che permettono di ricostruire tutto il processo di mutamento nella formazione economico-sociale, ossia nella struttura e nella sovrastruttura. La scuola marxista ha potuto così analizzare il passaggio alla fase imperialistica e al capitalismo finanziario.

L'opera di Lenin è uno dei massimi risultati della scuola marxista ed è, nello stesso tempo, il punto fermo teorico che ha permesso, in cicli successivi, di affrontare i mutamenti provocati dallo sviluppo del capitalismo di Stato e dalla ristrutturazione.

Il marxismo non è un'ideologia attardata in difesa di condizioni e situazioni sociali di cicli precedenti, e non lo è proprio quando critica il massimalismo pieno di parole e vuoto di scienza. Esistono cicli di assimilazione teorica con scadenze ventennali o trentennali, cicli che possono essere affrontati grazie al patrimonio accumulato dal marxismo. Con questo patrimonio prosegue l'impegno di analisi.

1997, 304 pagine, rilegato; 9 cartine, indice analitico e profili biografici dei nomi
ISBN 88-86176-24-4
€ 13,00
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